Ehi Prof,
ma hai visto quanta gente c’era ieri a salutarti? Penso che la piccola cappella del piccolo cimitero di Pradamano non vedesse così tanta gente da un bel pezzo!
C’erano i tuoi familiari, i tuoi colleghi, i tuoi amici, e tanti tanti ragazzi giovani. Insomma una piccola folla variopinta e silenziosa, con gli occhi lucidi, il cuore gonfio, una piccola folla che da’ la misura di quanto hai dato e donato a così tante persone.
D’altra parte … come poteva essere altrimenti? Tu lo sapevi, ne sono sicura!
Mi riesce davvero difficile descriverti, percui … semplicemente grandissimo Prof, grandissimo Presidente, grandissimo Amico, grandissimo Alfredo.
E guarda che non mi riferisco alla stazza oh! sempre a pensar male!
Non solo i tuoi studenti hanno imparato da te, ma tutte le persone che hanno avuto l’avventura di conoscerti hanno potuto imparare da te. Tu metti tutti d’accordo, sordo e cieco a malignità e pettegolezzi, guardavi al sodo, guardavi agli scopi che ci eravamo prefissi e lavoravi, andavi avanti.
Sei stato scatapultato in questo mondo di pazzi gattari quasi “a forza”, ricordo ormai tanti anni fa, e ti sei ritrovato Presidente eletto a furor di popolo, tutto il Board WCF ha per te stima e rispetto e ti riconosce un importantissimo ruolo all’interno del caos delle associazioni WCF italiane, sei quello che può mettere tutti d’accordo.
Sei una parola di saggezza, uno sguardo terso e brillante, un sorriso che accompagna una battuta, sei un abbraccio rassicurante, sei un’ispirazione.
Ieri pomeriggio, all’ombra degli alberi di Pradamano si è stretto un patto d’acciaio fra le tue “Alfredo’s Girls” come ci eravamo soprannominate, che noi andremo avanti, ancora più determinate e forti di prima, anche noi cieche e sorde al chiacchiericcio e al basso pettagolaio, perché abbiamo degli scopi e degli obiettivi, tu hai segnato la strada e noi la percorreremo forti e unite.
E non preoccuparti … la Grazia la teniamo d’occhio noi, lo sai, è un po’ una testa calda, ci penso io a darle una mazzata in testa se va troppo su di giri, promesso!
Magari adesso stai leggendo queste parole con il tuo bellissimo Benjamin drappeggiato a sciarpa sulla tua spalla, e insieme guardate verso di noi con sorriso sornione per vedere cosa combiniamo. Siate indulgenti, avremo momenti in cui forse non saremo all’altezza, ma vi prometto che faremo del nostro meglio e anche qualcosa di pù. Anche Irene che studia tedesco con qualche difficoltà vuole che tu possa essere orgoglioso di lei e per questo si impegnerà ancora di più.
Non è vero che non ci sei più … quello che sei è moltiplicato dentro ogni persona che ha avuto il piacere e il privilegio di poterti chiamare Amico.
Oh sei un po’ ingombrante diciamolo, ma ti voglio talmente bene che sarà un onore portarti con me per tutto il tempo che mi sarà ancora concesso.
Cristina A.


